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Ebrei, una storia Italiana

I primi mille anni


dal 14/12/2017 al 16/09/2018

Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni” è la mostra inaugurale del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS e racconta la presenza ebraica in Italia dagli albori al Medioevo, il suo radicamento e la sua espansione grazie alle conversioni e agli apporti da altri territori, e il processo di formazione della sua peculiare identità di minoranza: la sola a permanere e a non farsi assimilare, prima durante l’Impero Romano, poi sotto il potere della Chiesa. Il percorso si snoda su una superficie di mille metri quadrati attraverso oltre duecento oggetti preziosi, fra i quali venti manoscritti, sette incunaboli e cinquecentine, diciotto documenti medievali, quarantanove epigrafi di età romana e medievale, e centoventuno tra anelli, sigilli, monete, mappe, lucerne e amuleti, poco noti o mai esposti prima, provenienti dai musei di tutto il mondo (dalla Genizah del Cairo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dai Musei Vaticani alla Bodleian Library di Oxford, dal Jewish Theological Seminary di New York alla Cambridge University Library).

Da dove sono venuti gli ebrei italiani? Quando? Perché? E una volta giunti in Italia – un arrivo in parte spontaneo, in parte forzato ‒, dove hanno scelto di attestarsi? Quali rapporti hanno stabilito con le popolazioni residenti, con i poteri pubblici: prima con la Roma imperiale, poi con la Chiesa, ma anche con i Longobardi, i Bizantini e i musulmani? Quali sono stati la vita, le consuetudini, la lingua, la cultura delle comunità ebraiche d’Italia nel corso di questo lungo tempo? E soprattutto: che cosa ha di particolare e di specifico l’ebraismo italiano rispetto a quello di altri luoghi della diaspora? Nel progetto dei curatori Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla, e nell’allestimento dello studio GTRF di Brescia, le risposte a questi interrogativi sono affidate a un nuovo modo di presentare la storia in un museo, che pone esplicitamente al centro non le cose, ma le persone attraverso le cose, selezionate principalmente per rappresentare i contesti dei quali sono testimonianza. La loro conoscenza e comprensione è affidata anche ai titoli e ai testi di sala, ai documenti e alle immagini, alle ricostruzioni e alle evocazioni di ambienti, di situazioni, di eventi, e alle parole dei curatori e degli esperti, che lungo l’itinerario si rivolgono direttamente al visitatore attraverso dei video. E le risposte fornite, per la prima volta con tanta completezza, partono dal dato di assoluta unicità della presenza ebraica in Italia: antica e ininterrotta da più di duemila anni, parte integrante e costitutiva della storia del nostro Paese ed espressione di un particolare rapporto tra maggioranza e minoranza. Rapporto che la mostra – sottolineano i curatori – “affronta da un duplice punto di vista: quello delle condizioni che una maggioranza assicura a una minoranza, dall’eliminazione all’assimilazione, passando attraverso tutte le gradazioni possibili tra questi estremi, che portano entrambi alla scomparsa di una minoranza; e quello della minoranza che, se può perseguire gli obiettivi della convivenza e dello scambio con la società esterna, e cioè dell’integrazione, non può invece accettare di essere assimilata, pena la perdita della sua identità”. “Pensiamo – proseguono Foa, Lacerenza e Jalla – che la scoperta e la conoscenza di una pagina della nostra storia poco nota possa suscitare riflessioni che si riverberano sul presente. Un invito a porsi domande e a ricercare risposte che oggi, a differenza del passato, non possono prescindere dai valori del riconoscimento e del rispetto dell’altro e del diverso, del più forte rispetto al più debole e viceversa, in una condizione di parità di diritti e doveri che impone, a maggioranze e minoranze, la responsabilità di tutti e di ognuno di affermare questi valori nella propria vita e nei rapporti con gli altri”.

A introdurre i temi in mostra, lo spettacolo multimediale “Con gli occhi degli Ebrei italiani”, a cura di Giovanni Carrada (autore di “Superquark”, responsabile del soggetto e della sceneggiatura) e di Simonetta Della Seta (Direttore del MEIS). In questa carrellata sulla storia della penisola dal punto di vista di un ebreo italiano, il visitatore viene accompagnato da Gerusalemme a Roma e può così comprendere il trauma della distruzione del Tempio ad opera dei Romani, quanta vita ebraica ci fosse sotto Giulio Cesare, come i pagani confondessero gli ebrei con i primi cristiani, e come il cristianesimo, una volta assurto a religione ufficiale, abbia inizialmente tollerato i giudei, salvo poi emarginarli. Fino alla loro dispersione in tutta la penisola, dove gli ebrei riuscirono comunque a tenere vivo il proprio retaggio, senza mai sottrarsi al confronto con la società circostante. Per arrivare all’attiva presenza ebraica nel Meridione italiano e al dialogo tra culture cristiana, ebraica e araba nella Sicilia medievale. Una storia dalla quale si evince che l’Italia è stata costruita anche con gli ebrei e dagli ebrei. Che sono anticamente parte del tessuto e della ricchezza del nostro Paese, essendovi giunti ben prima dei Longobardi, dei Normanni, dei Franchi e degli spagnoli. Che hanno combattuto nelle guerre italiane, per il Risorgimento e per la liberazione. Che hanno sempre lavorato per fecondare questa terra, non a caso in ebraico chiamata I-Tal-Ya, “l’isola della rugiada divina”.

La mostra è promossa dal MEIS, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane - UCEI.

Main partner: Intesa Sanpaolo. Sponsor: Bonifiche Ferraresi, Leonardo, Regione Emilia-Romagna, Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara - ISCO, Avio, Fondazione Ebraica Marchese Cav. Guglielmo De Levy.

Sponsor tecnici: iGuzzini, Montenovi.

Il Museo, la mostra e l’installazione multimediale sono aperti fino a domenica 16 settembre 2018 nei seguenti orari: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00, e il giovedì dalle 10.00 alle 23.00. Giorni di chiusura: tutti i lunedì, 31 marzo e 10 settembre. Negli stessi orari sono attivi anche il MEIShop, la biblioteca, il centro di catalogazione e i laboratori didattici del Museo.

Biglietto intero € 10,00, ridotto € 8,00 (dai 6 ai 18 anni compresi, studenti universitari, possessori della MyFE Card e categorie convenzionate); gruppi da 8 a 15 persone € 6,00 (un accompagnatore gratuito ogni 15 paganti); scuole € 5,00 (due accompagnatori gratuiti per ogni classe). Entrano gratuitamente i bambini sotto i 6 anni, i diversamente abili al 100% con un accompagnatore, i giornalisti e le guide turistiche con tesserino, i membri ICOM e i militari in divisa.

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